VanDeOmar

Il disegno ispirato alla canzone Il figlio di Guglielmo Tell  fatto dal piccolo CarloFilippo, detto Carlippo

Ma chi è 'sto VanDeOmar ?




Siamo nella primavera del 2000, in giro per Merate dappertutto i poster annunciano il concerto dei Nomadi e di un certo Van De Sfroos.

Mi chiedo "ma che cazzo viene a fare un olandese a cantare a Cernusco non ce ne son già in giro abbastanza di fenomeni......" e la cosa si chiude lì.

Qualche mese dopo mio fratello, parlandone, mi dice che ha un cd, se lo voglio ascoltare che non è male. Si tratta di Breva e Tivan, masterizzato de sfroos.

Lo porto a casa e non glielo restituirò più fin quando un paio di anni dopo comprerò l'originale.

Le prime volte lo ascolto senza troppa attenzione, mi sembra musica più da film western che altro, ma pian piano inizierò ad individuare quella cosa chiamata "Pulenta e Galena Fregia" che mi si stamperà addosso come un tatuaggio sulla pelle e che ancora adesso mi accompagna e fa parte della colonna sonora della mia vita.

Inizio ad ascoltarla una, due, dieci volte in modo quasi ossessivo, senza neanche lasciarla finire faccio tornare indietro il cd per ripartire da capo, le altre canzoni all'inizio non le ascolto nemmeno, non voglio perdere tempo ad ascoltare altre cose, al momento questa cosa mi turba anima e corpo e mi entra nel cervello diritta come un elettroshock.

Mi piace, mi piace cazzo se mi piace, mi metto a frugare in rete e trovo gli accordi e vai di chitarra, suono male ma suono e la imparo a memoria.

Trovo altre canzoni ma non le conosco e lascio perdere.

Si arriva al maggio del 2001, ormai DVDS lo ascolto di brutto, ma ignoro che ci siano altri cd in giro, conosco solo Breva e Tivan, ho letto da qualche parte che è uscito il mini cd "Per una poma" di ispirazione biblica.

Vado con un amico nel frattempo contagiato anche lui dal mio cd.....e il concerto di Cernusco è una bolgia infernale dove rischi sempre di farti male.

Io peraltro Davide non so nemmeno che faccia abbia e all'inizio scambio i De Sfroos per la cover band che suona prima.

Di quel concerto mi resteranno in mente due canzoni che NON conoscevo per niente e che diventeranno tra le mie preferite: Poor Italia e il Fantasma del Lach.

La sera stessa comprerò la maglietta, quella di cotone nero scarsino col lucertolone dietro che però come il primo amore non si scorda mai ed ancora oggi è tra le mie preferite ed il mini CD.

Intanto è nato il sito di cauboi.it - ancora scarno nei contenuti ma pieno di passione.

Ma non conosco nessuno e io vorrei tanto quei cd che mi mancano......

Però ho una botta di culo clamorosa: un amico mi dice "Senti un po' sta roba....."

E' Manicomi.

Decido di copiarlo ma ad un primo ascolto non mi fulmina, bello certo, ma "Breva e Tivan" l'e' n'altra roba.

Intanto passa il tempo e grazie alle reti veloci di Cisco e a winmx in rete trovo altre cose: Television al ciak, la Ninna

Nanna con le Balentes, Arbitro ed El Veent live in Como e mi faccio un cd di roba presa in rete e senza saperlo ho più o meno trovato Ciulandari e Viif.

Gli amici mi guardano strano quando parlo loro di Van De Sfroos ma me ne sbatto, è una cosa mia e non mi frega nulla di stare a spiegarla.

Intanto i bimbi crescono ed Carlippo e Edoardo iniziano a chiedere "Papà ci canti Guglielmo Tell ? ci canti Che bel cuu' ? " e li accontento anche se VanDeCris ogni tanto brontola che poi imparano le parolacce.

Ricordo a luglio 2001 di un concerto a Como con Goran Bregovic a cui con grande dispiacere non andremo perché siamo in Sardegna....chissà come era, chissà se "qualcuno di quegli scimmiotti lo avrà imprigionato in un cerchietto di plastica" ed un giorno me lo farà ascoltare.....

Ricordo mia suocera che brontola quando ascolta le canzoni in auto tornando da Cervia.....

Il 2001 finisce e con esso esce "E semm partii" e del CD inizierò ad ascoltare Television, con la voce finale di quel Papa vicino che anche se è morto prima che io nascessi fin da piccolo ho imparato a rispettare e a mandargli un bacio nelle mie preghiere e ancora oggi quando passo vicino a Sotto il Monte mi sento protetto.

Ma non solo, anche "E semm partii" e Sugamara mi piacciono assai e le ascolto sempre, il cd non l'ho ancora assimilato e digerito ma come tutte le sorprese il meglio deve ancora arrivare ed arriverà quando scoprirò che in fondo al cd c'è una perla, e come tutte le perle è una cosa piccina, registrata pure con un volume + basso del resto, quasi a non voler disturbare.

Ventanas ventanas ventanas vent de segunda risma svolza la foja ferma.

Difficile da ricordare e cantare e difficili anche gli accordi, non riesco proprio a trovarli ma qualcuno via mail sarà generoso e allora partirà il tormentone.

Stavolta anche la Cris ne rimane coinvolta e la canta con noi.

Anche perché la canzone ricorda quella Sardegna che noi adoriamo, quel vento furioso che si leva e ti impedisce tutto tranne startene in casa.

Perché, perché Davide hai fatto una canzone così corta ?

Ma il 2002 sarà l'anno in cui divento un cauboi e passo dal tiepido tifoso all'ultrà scatenato dove appena posso vado ad un concerto, anche se il lavoro preme, anche se vorrei passare più tempo con i bimbi, anche se io e Cris da un pezzo non ci ritagliamo un po' di tempo solo per noi, anche se migliaia di problemi piccoli o grandi mi assillano e qualche volta la notte mi sveglio col fiatone o la sera tiro orari impossibili perché il sonno è bastardo e quando dormi ti senti indifeso dalla pressione del mondo..

E allora iniziamo a febbraio a Concorezzo a Teatro, con la scusa di festeggiare mio fratello che compie gli anni compro 3 biglietti e via.

Concerto bello, certo non di quelli che ti fanno stare su una nuvola, ma la bimba che reclama nel silenzio generale "e la Ninna nanna ?" e Davide che ribatte "la canto SOLO per la bimba poi tutti a casa".

Ad Aprile a Curno, scopro del concerto per caso sul sito dei cauboi al mattino e telefono a Cris, detto e fatto, stasera si va al concerto e ci portiamo pure i bimbi, tanto domani è festa e possiamo mandarli a letto tardi.

Nonostante si abbia cenato a casa, per una birrona con panino e salamella lo spazio si trova e alura giò.....

Quando arrivo Davide e' lì su una panchina che mangia e telefona e chiacchera con la band.

Vorrei andare lì magari a scambiare due parole, a fargli i miei complimenti per le emozioni che mi regala, a dirgli che sono un suo coscritto, che magari ad un milanese non fregherebbe niente ma chi viene dai paesini 'ste cose le nota eccome ma non oso e come sempre quando sono davanti a qualcuno che ammiro resto paralizzato dalle gambe in su e mi sento la bocca dello stomaco stretta in una morsa.

La Cris insiste "ma vai lì dai, che ti frega" ma andare da qualcuno e dirgli "ciao io sono Omar" mi fa sentire un perfetto idiota....

Chiedergli l'autografo poi è una cosa che ho sempre detestato, mi sembra feticismo maniacale, un pezzetto del cantante su un foglietto di carta, ma magari un giorno cambierò idea.

Il concerto - gratuito - è di quelli per pochi intimi ma e' uno di quelli che mi piaceranno di più anche se manca la fisa nel gruppo.

Io passo metà del tempo a seguire il concerto e metà a giocare a calcio sul campo vicino con i bimbi.

Ascolto per la prima volta "Sciur Capitan" ma le parole non me le ricordo, però quel ritmo di knockin' on heaven's door rimane in testa. La stessa sera acquisterò i due libri di Davide e "Perdonato dalle lucertole" lo leggerò in qualche ora tutto di botto.

Tra gli sbalù bergamaschi e l'odore dei cannoni vedo per la prima volta dietro di me uno strano personaggio dinoccolato che mi ricorda il Tonio Cartonio della Melevisione, poi scoprirò che si tratta di Lorenzo Maxxer.

Davide è in grandissima forma ed è in serata molto rockeggiante e punkeggiante, il concerto scorre via molto bene e nonostante devo andare via prima della fine (i bambini si addormentano in piedi mentre ascoltano il figlio di G.Tell) sono molto felice, anche perché fuori mi impossesso del manifesto del concerto che ancora oggi sta arrotolato in un angolo in camera mia ma vuoi mettere che gioia averlo.

Neanche dieci giorni e a Cernusco c'è quello che io chiamo il concerto di casa, che però io non amo troppo per il casino ma mancare è un peccato e vado.

Divento un cauboi a tutti gli effetti con la mia tessera numero 65, per puro caso come il mio anno di nascita.....

A Menaggio non andrò e sarà per me un grossissimo dispiacere, ricordo quella sera che avevo un magone pazzesco, anche perché avevo promesso a Elena delle Balentes, con cui ho iniziato a scambiare mail, che sarei andato a trovarla e a conoscerla dal vivo.

Ma a fine giugno l'evento che mi farà vivere su una nuvola per il resto del 2002: il concerto a Cascina Ronco.

Ho lavorato molto a giugno, anche nel week end e sono stanco ma quella sera non voglio mancare, non è troppo lontano da dove lavoro e allora vado.

Del concerto di cascina ronco ho già scritto e detto tutto e ancora oggi mi emoziono al pensiero e quella frase che conclude il concerto ("Questa è l'ora che spaventa le finestre, questa è l'ora che raddrizza il cuore") mi ha segnato e tutte le volte che a mezzanotte non sto dormendo mi viene in mente, quasi come una preghiera, come un'invocazione o un talismano, come Venere, la mia s tella della sera che al tramonto mi saluta dal balcone di casa d'estate.

Ricordo la birra presa nel bar del paese con il barista che mi chiede "ma te suoni con loro ?", no, io suono (male) la chitarra e so a malapena la canzone del sole, ricordo il bottiglione con le lacrime di Ronaldo nel bar dei milanisti, e davanti alla cascina ricordo Davide che fa le prove sparando una vaccata dietro l'altra e i tre musicisti piegati in due dal ridere, poi la Ale del Villone, addetta alla security, mi manderà fuori ma io non conosco nessuno e vado a fare un giro a piedi perdendo un po' di tempo con un sigaro.

Il concerto rimane per me il più bello di tutti quelli visti, secondo me Davide doveva farlo con quel concerto Laiv, le emozioni vissute in quella cascina - soprattutto per quella ventanas, cantata nella giusta tonalità - ancora oggi mi travolgono come un mare in tempesta.

A casa sono così sconvolto che non riesco ad andare a dormire, vado sul balcone a strimpellare sottovoce ventanas, a fumare un sigaro e bere mirto fin quando il sonno non ha la meglio.

E quando qualche girono dopo ricevo una mail di Marina (che io non conosco assolutamente) che dice: "ho dato il tuo report a Davide, spero non ti sia offeso perché non ti ho avvisato", per un attimo mi gira tutto l'ufficio intorno.

A luglio in Sardegna ho la chitarra e la sera suono spessissimo da solo o con i bimbi, il tempo è bello e mi rilasso assai, ricordo una bellissima telefonata fatta a Elena delle Balentes in cui lei aveva la febbre e io le auguravo pronta guarigione e le facevo i complimenti ed una serie di sms scambiati (uno in particolare in cui mi fa gli auguri di buon onomastico).

Ma l'estate, questa estate strana e piovosa finisce in fretta e a settembre vado a Cornaredo, più che altro per uscire una sera con un amico in crisi che per ascoltare Davide.

Infatti il concerto non è granché e l'unica cosa che ricordo è una barista con due pere enormi e ben scoperte ed il mio amico in perenne crisi esistenziale condivide con me i suoi problemi, mi confessa di sentirsi come lo stucco e vorrebbe tanto riempire qualche buco......però dopo il concerto lo vedo più contento e sollevato del solito.

A Segrate vorrei andare, sto già per uscire con la maglietta lucertolata ma una mano invisibile mi tiene fermo e non esco di casa, il concerto verrà rinviato per il maltempo.

La Cris mi guarda strana, come se avessi qualche potere nascosto.

Quando scopro di Sanremo mi iscrivo subito (di nascosto dalla Cris).

Chiedo al Baffo se ci vuole la giacca a teatro e lui "basta che te ghè i scarp, a semm cauboi !"

Il pulmann sarà uno spasso e pian piano conosciamo i vari cauboi.

Faccio la mia prima foto in compagnia di Davide (con tutto il pulmann) che oggi campeggia in cucina, torneremo a casa alle 6 del mattino stanchi ma felici.

E quando arriva la mail che dice "serve gente per fare il coro" in dieci minuti il Baffo ha la nostra conferma.

Serata magnifica, dove prima della musica c'era un grande bisogno di stare insieme, di "cantare, gridare, sentirsi tutti uguali" e quello è stato lo spirito di quella sera che mai dimenticheremo.

In quella sera vedrò materializzarsi tanta gente finora mascherata dietro un nickname, Genesio, Lohana, Neve, Inti, il Matto, e tantissimi altri....

E a Mezzegra, quando Davide con una foto rende felici prima un bimbo poi il padre, e quando me lo trovo davanti nel municipio ho uno sciopone, complici anche le abbondanti libagioni e forse i suoi poteri sciamanici, lui mi dice semplicemente, "toh, metti su sto cappuccio" e via con gli altri a fare l'incappucciato.

Da quella sera in poi ci siam sentiti proprio cauboi io e VanDeCris, abbiamo capito di avere un nuovo gruppo di amici su cui contare e così è stato nei momenti del bisogno ma anche nelle belle serate della cena, dei compleanni di Lohana e del Baffo ed al 31 dicembre quando, pur avendo i bambini in macchina addormentati dopo Lodi sento il bisogno di fare un salto a lasciare il liquore che avevo preparato per brindare insieme dal Villone.....

E ancora le sere in chat a sfogarmi dei problemi con Genesio e Breva, a chiaccherare di ricette con Bacoj, Neve e Marina, a discutere di musica e tacchinaggi e anni 70 col Fantasmino e tanti altri.....

Per adesso son qui a riempire ste pagine, domani chissà.....mi piacerebbe conoscere Davide di persona e trasformare questa conoscenza in amicizia, ho sempre pensato che a nome dei cauboi mi piacerebbe fargli un'intervista, non di quelle solite però, e magari proporgli qualcuna delle mie storie che scrivo e dimentico regolarmente su un hard disk che tanto poi non legge nessuno ma che gioia quando le scrivi, e poi magari pensi che dalla sua chitarra ci metta dentro le note giuste......