Lohana

"PERCHE' ASCOLTO DAVIDE VAN DE SFROOS"

OVVERO

COSI' STANNO LE COSE



1997, una mattina d'estate talmente bella da far venire i nervi a chiunque debba passare 10 ore (bisogna fare gli straordinari...) a lavorare ad un macchinario in una fabbrica senza finestre ma con molto, molto rumore.

Armata del mio fido walkman (se rumore deve essere, che sia del tipo che piace a me, almeno!) cerco di tirare la giornata lavorativa come una ben oliata rotellina dell'ingranaggio aziendale quando, complice un provvidenziale cambio di pile, al posto della "solita musica" sento una mia collega che canta uno strano ritornello: "...sunt una furmiga, sunt una furmiga, sunt una furmiga, see g'ho de faa...". Le chiedo lumi, mi risponde che si tratta di una canzone di un gruppo delle parti del Lago di Como, che canta in dialetto...

Così ho scoperto la musica di Davide Van De Sfroos.

Ho scoperto testi che parlano di cose in cui leggevo anche una parte di me, fosse pure in una sola frase.

Ho scoperto parole che andando di frodo cessavano di essere canzone e diventavano poesie.

Ho scoperto poesie che ogni volta che vengono lette aggiungono un pezzettino in più a questo puzzle che è la vita di tutti i giorni.

Ho scoperto storie nelle quali puoi calarti talmente da avere l'impressione di averle già vissute...o di stare vivendole.

Ho scoperto gente che partendo da un solo punto in comune ha saputo creare un gruppo, un'atmosfera, una famigliarità tale da far moltilplicare questo punto all'infinito, facendo in modo che chiunque si trovi anche per la prima volta in mezzo a loro ci stia bene. Veramente bene. Questa bella gentaglia risponde al nome collettivo di "Cauboi", e ce ne sono di veramente speciali...

Ho scoperto che Davide Van De Sfroos non è solo un cantante che sta scalando il successo, ma è anche una persona "con un cuore così grande che non passa dalle porte".

La prima volta che gli ho rivolto la parola è stato al concerto di Tavernerio, nel 2000. Ero di servizio con la Protezione Civile ed alla fine del concerto, dopo tutti gli altri fans fermatisi per chiedere un autografo, ho preso il foglio della scaletta appiccicato sopra il palco e gliene ho chiesto uno anch'io.

La seconda volta è stato ad Erba, nella primavera del 2002. Ancora di servizio con la Protezione Civile (che fortuna, vero? Non è sempre faticoso essere volontaria...). Arriviamo al Teatro durante le prove, gli porgo un pacchetto: un quadretto ed una maglietta dipinti da me. Ho dipinto Fata Fundalìa, dal Capitan Slaff, così come l'ho immaginata mentre leggevo. Come bigliettino d'accompagnamento un mio biglietto da visita. La domenica dopo mi arriva un messaggio sul telefonino: "Ecco, sto guardando il disegno della maglia, è veramente denso, pieno di significato. Grazie ancora".

Da quella domenica d'aprile ho avuto modo di parlargli dopo qualche altro concerto...a Grandate il giorno del suo compleanno, dove mi sono presentata con una torta, all'Alpe Del Viceré, al San Martino di Como, a Mariano Comense...Perché Davide parla con tutti da pari a pari, anche con i fans che lo vedono su di un piedistallo sul quale, credo fermamente, lui non voglia proprio salire.

Davide che quando gli gira manda sms "visionari ed assurdi" per sua stessa ammissione, in uno dei quali suggeriva il nome per la mia gatta trovatella. ( E penso: "però, che persona simpatica! Con tutta la gente che conosce ad ogni concerto di ricorda di me anche se abbiamo scambiato solo due parole!").

Davide che non mi ha ancora mandata a quel paese dopo che, in momenti in cui ero in crisi, ho sfruttato spudoratamente il suo telefonino come una sorta di diario mandando messaggi assurdi nel vero senso della parola.

Davide che il giorno del mio anniversario di matrimonio, grazie a mio marito preoccupato per me, addirittura mi telefona per farmi gli auguri e mi chiede: "Come stai? Cosa ti fa star male?". (E penso: "però, che persona gentile. Con tutte le cose che ha da fare, col bimbo che deve nascere da un giorno all'altro ha trovato il tempo di fare questo piccolo grande regalo ad una che praticamente non sa nemmeno chi sia, e soprattutto di farmi una domanda che persone a me "vicine" non si sono ancora degnate di fare dopo tutto questo tempo...).

Davide che quando è nato suo figlio ha avvisato anche me, che con tutti i cauboi aspettavo il piccolo Pietro sentendomi un po' zia...forse perché vedo in Davide il fratello maggiore che avrei voluto avere.

Intendiamoci: io non conosco Davide nella sua vita privata. Non sono amica della famiglia Bernasconi. Sono solo una dei tanti che ha conosciuto "Il Davide" tramite la sua musica, i suoi testi ed i suoi scritti e ne è rimasta ammaliata, definitivamente sommersa e con la quale, se capita, scambia due parole.

Ecco...così stanno le cose.

Lohana



    

Lohana

Lohana-Puffo al concerto di Sesto 8/3/2003

Il report della panzerottata in occasione del compleanno di Lohana scritto da Omar