Feel

Ecco alcune poesie che Feel ci ha gentilmente inviato. Queste poesie sono protette da copirait quindi non fatene usi impropri ;-)


Liberato da custodi interstellari
divinità galattica
sangue a confondere i sogni
sfumatura rossa
Segni sulla pelle graffiata - carne dolente
macchia stellare
Graffi sanguinari di una luna di polvere di sangue
silenzio negli occhi
Lacrime e mondi che volteggiano lassù - e quaggiù
per la bellezza che ferisce
Il dolore nei sogni + non dimenticare dallo spazio stillava sangue
L'arte è male, divinità del male tra le stelle
Le galassie da sole - stellari - fumogene - cosmiche - universali
immensità impensabili, incomparabili, incommensurabili, imperscrutabili:
come il tuo dolore nell'arte
Col corpo e coi corpi intrecci sentieri mescolati in acquarelli rossi
rossi di membra, di sangue e occhi che ti scrutano nell'analisi della realtà
Nero si coagula nelle mani il sogno di domani - che già è
e si esplode nel cuore altrui come città e stelle collassate
Finito nella morte dell'oggi - del corpo di Cristo affogato nel petrolio
e ancora ESPLODO IN TE DI FUOCO D'ARTIFICIO CARNALE,
CARNIVORO E SANGUINARIO, COME TU ESPLODI IN ME

18 03 03 00:32 FEEL


----------------------------------------------------

Rumore di occhi infranti-
i vetri sono le lacrime
Luce riflessa su teleschermi spenti
lugubre ondeggiare di nulla
Poiché tutto è immobile
e si respirano i fossili degli oggetti nell'aria
Buio - ancora

18 03 03 6:57 Feel

------------------------------------------

Libertà è sgozzare il vento
con tripudio di pioggia e nuvole
che cascano dal cielo verso mondi inaccessibili
perché la terra partorisca ancora una volta fiori
come baci nevrastenici intrappolati nei tuoi silenzi

FEEL

--------------------------------------

Blu Europa
di città in disfacimento
Occhi che possono solo distruggere
Il cielo picchia contro la terra
e l'impatto sono io silenzioso.
Scorre tra la retina e l'iride
la fine dei giorni nella realtà.
Scontro di forze nervose
nell'immobilità del presente

--------------------------------

S(U
NA
FOG
LIA
CAD
E)
OLI
TUD
INE

--------------------------------------------

Una di quelle notti un po' silenziose
con le tapparelle già chiuse
e i ricordi che così se ne stan fuori

quando bob dylan sa cullarti
ed accarezzarti con mani di accordi ruvidi

quando tornare a casa non è una speranza,
non è un'attesa trascinata per i marciapiedi

quando sei contento delle immagini soffuse
che la luce porta con calore ai tuoi occhi

e più il là c'è il buio
e il sonno che ti invita e non ti trascina

e sai che c'è una distanza che ti pensa
e lungo l'aria ci sarà elettricità di baci

quando le cose se ne stanno appoggiate a te
senza minacciarti di cadere o buttarti giù

mentre le parole ti scorrono sotto gli occhi
e accennano un sorriso prima di voltarsi

e tutto è così, la vita ti abbraccia
prima di scivolare via negli sbadigli...

FEEL 9-2-03 00:55

--------------------------------

HEAVEN MY

"Thought I'd seen heaven on the ground
And it seemed so far It seemed so far below me..."

Le lacrime cadono calde sulle mie guance,
scorrono e non posso e non voglio fermarle,
perché sono come le carezze
quelle passate, quelle che non ci sono più
queste lacrime che scivolano giù
mi sussurrano la dolcezza
e mi sussurrano il calore
e mi sussurrano le carezze passate
quelle che non ci sono più
e che nn potranno + tornare...

"And it seemed so far
It seemed so far below me"

FEEL 30 SETTEMBRE 02

-----------------------------------

UNA POESIA DADAISTA
Ovvero "Smarties"

Con parole dolci e timide,
un'opera tragica scritta per ridere,
senza più alcuna salvezza, racconta in diretta la sua stessa fine:
è il giacere su un campo bruciato
o il sonnecchiare in un'antica villa di campagna, ora profumata e dirupata,
o il governare le tiepide sensazioni del torpore mattutino.

Una donna vecchia e stanca
narra, con ambiguità e contraddizione,
di un bambino e il suo pupazzo di neve al sole estivo:
è una nostra pace ipocrita quanto bella,
è il silenzio del ghiaccio.

Finì così, forse in gloria,
osservando se stessa sciogliersi alla brezza primaverile,
nella stessa condizione di un diavolo nel limbo.


---------------------------------------


La cercava dovunque,
tra i volti di ghiaccio e quelli di cera,
tra i fiori artefatti e i silenzi dei prati
e tutto ciò che trovava era...

La cercava dovunque,
tra le speranze bambine e gli alberi controluce,
tra le pagine di un diario sgualcito e i segreti mai pronunciati
e tutto ciò che trovava era...

Continuava a cercarla lo stesso,
instancabilmente tra le vecchie corde spezzate di una chitarra,
senza sosta tra le sfumature olfattive del profumo di cuoio nuovo
e tutto ciò che trovava era...

Era che non smetteva di cercarla,
nel suono fragrante di un biscotto che si spezza,
nell'accarezzare la freschezza del risvolto di seta di un cappotto,
era tutto ciò in cui cercava...

Ma non riuscirà mai più a trovarla,
perché le sensazioni del passato fuggono
e si nascondono furtivamente
e quando riappaiono svicolano...

...tra i volti di ghiaccio, quelli di cera,
tra gli stridii d'alluminio di vecchi barattoli
e le echi urlati in un giardino di pietra
e non si colgono né si percepiscono.

Forse ti investono all'improvviso
allora per un momento senti il vuoto
e ti blocchi e tutto si ferma
e in quell'attimo la realtà scivola.


---------------------------------------


"POEMETTO DI FINE MAGGIO"
ovvero "DELL'ALLEGRO SUICIDIO DELLO SPIRITO NOBILE"

La pioggia che batte contro i vetri
spacca le deboli vene del cuore

L'acqua violenta entra in casa,
la candela sussulta,
il blu scuro si agita di nuove sfumature,
le tinte di un sogno che odora d'incenso
sono colorate di grigio
da una musica sensuale, voluttuosa, melanconica.

Una nuova e graziosamente oscura vita
si dibatte d'agonia nei recessi di un'antica anima.

Fra le mura di un castello dirupato
si trascinano le catene spezzate e tintinnanti
di un fantasma di ghiaccio,
mentre un flauto fatato trascina i corpi
in una sconsolata e compiaciuta estasi.

Tutte le sfumature si riagitano,
tutti gli odori si mescolano
tutti i suoni guidati dalla grandine
riecheggiano sempre più frenetici
fino all'autodistruzione.

È il vento a dettare le nuove regole,
e l'emozione si blocca nel gozzo,
mentre il sangue si inietta negli occhi
e le dita si contorcono come vermi al sole;
ancora il vento spazza i riccioli dorati
tra i capelli sofficemente scomposti,
e la pelle si tinge d'una nova malinconia,
poiché il suggello d'un momento è or passato,
e nel core rimane una voglia di morbida pace:
nel core sovvenne una novella tristizia.

Ma un altro e un atro sussulto
gittato dalle gocce men rade
trova focolare nell'anima degli antiqui spettri
d'una reggia abbandonata al futuro,
il loro sguardo fiso annunzia
nova ed eterna disgrazia,
e l'unico riparo appare nel fumoso orizzonte,
scomparso sotto gli strepitii e l'accartocciarsi
delle foglie addolorate.

Un tuono, e una luce improvvisa
illumina di bianco, e di nero,
le soavi note di un'orchestra barocca
già stracciata dal fulmine,
e spirata nel vento la sua polvere musicale.

È così che le voci dei fili d'erba
si fanno più ansiose,
e più, e più, e più,
finché il cor non corre
su un'argentata scogliera
e l'angoscia gli urla pace,
e l'incenso gli urla pace,
e il vento gli dice pace,
e il fantasma gli dice pace,
e il flauto e la cetra gli pregan pace,
e le stelle gli sussurran pace.
Ed è così che si lascerà gittare,
nella voluttà di quelle voci, di tali echi.

Filippo Floridia, 25-5-01